Chi desiderasse contribuire a finanziare la realizzazione delle prossime storie può effettuare donazioni tramite paypal a: agincantesimi@gmail.com

mercoledì 14 dicembre 2011

AAA COLORISTI (MA ANCHE DISEGNATORI) CERCANSI

Okay, visto che sembra necessario specificarlo: il titolo fa ironicamente il verso agli annunci economici. Il titolo più corretto sarebbe: "avete voglia di dare una mano?".


Salve a tutti. L'iniziativa che partirà a Gennaio, se avete letto il post precedente, proporrà una ristampa riveduta e corretta di Agenzia Incantesimi. Poiché alcune di queste storie necessitano di essere colorate (e l'intenzione è inoltre quella di proseguire successivamente con avventure inedite), sto cercando coloristi e disegnatori che contribuiscano all'iniziativa. Onde evitare malintesi, ecco una breve FAQ da consultare nel caso si sia interessati a rispondere a questo annuncio. Chiedo anticipatamente scusa se in qualche passaggio potrò sembrare un po' troppo... "Diretto", ma ci tengo a essere ben chiaro su tutto.

1) QUANTO VERRO' PAGATO PER QUESTO LAVORO?
E' certamente la prima domanda, e più che legittima. In tempi più rosei avrei potuto garantire almeno un compenso simbolico o un invito a cena. Al momento non posso promettervi nemmeno questo, ve lo dico subito. L'iniziativa di cui stiamo parlando non genera alcun tipo di introito e viene quindi realizzata a titolo completamente gratuito. Nessuno ci guadagnerà un centesimo, me compreso. Come unica risorsa, ho aperto un conto paypal dedicato a raccogliere fondi e donazioni ed è mia intenzione devolvere TOTALMENTE il denaro EVENTUALMENTE incamerato a favore dei disegnatori e coloristi delle varie storie. Sto anche valutando l'ipotesi di creare una qualche sorta di gadget da vendere o di regali per chi effettuerà una donazione superiore ai 5 euro (e accetto suggerimenti in merito!). Ma NON ESISTE ALCUNA GARANZIA che questo fondo raccolga dei soldi o che metta insieme più di poche decine di euro da dividere fra tutti, quindi non è qualcosa su cui far conto, al momento.


Dorotea Gizzi e Valeria Favoccia hanno
ipotizzato quale potrebbe essere un metodo
efficace per raccogliere fondi.



2) QUINDI PERCHE' DOVREI VOLER PARTECIPARE A QUESTA INIZIATIVA?
Forse perché volete mettervi alla prova su una sceneggiatura professionale o perché ritenete che lavorare con un professionista su una serie che ha comunque un suo pubblico e una sua notorietà possa fare curriculum o comunque esservi utile. Personalmente, spero che sia anche perché vi piacciono i personaggi o l'ambientazione,  o semplicemente perché questa è una serie divertente da disegnare, o credete in questa iniziativa e siete disposti a dedicarci un po' di tempo libero. Qualunque sia la vostra motivazione, avrete la mia gratitudine. Che fa tanto piacere, ma con cui non si mangia, lo so bene, ma al momento non posso garantire altro. Tutto quel che dovesse arrivare in seguito (vedi punto 7), SE dovesse arrivare, verrà spartito fra tutti.

3) COME FACCIO A SAPERE SE SONO ARRIVATI DEI FONDI O QUANTO E' STATO RACCOLTO?
Per ovvie ragioni, il conto è gestito da me e chiunque collabori a questa iniziativa deve fidarsi della mia parola. A dispetto dei tempi in cui viviamo e degli esempi che ci propinano uomini politici, televisione e loschi figuri che si aggirano anche nell'ambiente del fumetto, me ne rendo perfettamente conto. Ma io attribuisco una grande valore alla mia parola, e se questo per voi non è sufficiente e non siete disposti a riporre la vostra fiducia in me, allora è inutile che vi poponiate e amici come prima.

4) CHI RIMARRA' PROPRIETARIO DEL LAVORO?
La regola è quella normalmente vigente nell'editoria: i personaggi e la serie sono di mia proprietà, le tavole appartengono al disegnatore, che può disporne come meglio crede, la storia è di entrambi. Dovesse un giorno essere ristampata dietro compenso, quel compenso verrà diviso fra sceneggiatore, disegnatore e colorista, secondo queste percentuali: 25% allo sceneggiatore, 30% al colorista e 45% al disegnatore.

5) QUALI TEMPI DI REALIZZAZIONE E QUALE IMPEGNO RICHIEDEREBBE LA REALIZZAZIONE DI UNA STORIA?
La lunghezza delle nuove storie può variare fra tre standard: 10, 16 o 22 tavole per le nuove storie. Per quelle da colorare ci sono storie di varie lunghezze, fino a un massimo di 26 (ma, per quanto riguarda il colore, si può eventualmente dividere una storia fra più persone). Nel momento in cui vi proporrete, sarete voi a dirmi su quale lunghezza desiderate (o potete) cimentarvi. Non ci sono scadenze e i vostri lavori pagati hanno sempre la precedenza, questo è sacrosanto. E' altrettanto sacrosanto che, pur attenendoci a queste premesse, se dopo 6/7 mesi siamo ancora fermi a una o due tavole, mi ritengo autorizzato a considerare l'impegno sciolto (senza alcuna penale da parte di chicchessia) e dare la storia a un altro disegnatore o colorista. Naturalmente, avendone prima parlato con voi, su questo non ci piove.

6) CHE FORMATO E CARATTERISTICHE DEVONO AVERE LE TAVOLE?
Per coerenza con l storie già prodotte, il formato deve essere quello classico bonelliano (base cm. 13, altezza cm. 19), anche nell'eventualità di una successiva pubblicazione cartacea. L'impaginazione è assolutamente libera: bonelliana, alla francese, all'americana, nippa o ispirata alle pitture rupestri del Botswana, se non ostacola la lettura ed è bella, non ci sono pregiudiziali. Il formato va bene in jpeg o pdf, ad almeno 300 dpi di definizione in quadricromia, ovvero CYMK (anche qua vale il discorso di una eventuale ristampa cartacea), poi ci penserò io a convertirle in RGB a 100 dpi per la pubblicazione in rete (ma, se preferite, potete inviarmele voi in entrambi i formati). Il tutto da inviare via mail a me, presso fmemola@gmail.com
Nel caso qualcuno si trovi meglio con una spedizione su CD, fornirò privatamente il mio indirizzo. Per i disegnatori, la scelta se colorarsi le tavole o affidarsi a un colorista è individuale. E' comunque implicito che tutto deve essere approvato da me.
NON DISEGNATE I BALLOON, ci penserà il letterista a farlo su un livello a parte!

7) CHE PROSPETTIVE OFFRE QUESTA INIZIATIVA? CHE FUTURO AVRA' QUESTA SERIE?
Al momento la sola destinazione è questa pagina Internet. Nel frattempo mi sforzerò di proporre il materiale presso l'editoria tradizionale (italiana ed estera) o altri canali che possano fornire un guadagno. Nel caso le storie venissero ristampate (in qualunque forma e in qualunque paese) dietro una regolare retribuzione, tale retribuzione verrà divisa fra i vari autori secondo le percentuali indicate al punto 4. Ma sconsiglierei di basare la propria scelta su questa opzione: come ho già accennato nei punti 1 e 2, il fattore economico non può essere la molla che vi spinge a collaborare a questa iniziativa, rimarreste solamente delusi!

Se avete altre domande o curiosità, potete scrivermi o nei commenti di questo post oppure sulla pagina facebook dedicata ad Agenzia Incantesimi. Per proporvi, invece, scrivetemi pure presso fmemola@gmail.com

Grazie a tutti,

Federico

NEXT (DOMENICA 18): LA PRESENTAZIONE DELLA SERIE E DEI PERSONAGGI

35 commenti:

  1. Una domanda: cerchi solo professionisti?

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  2. Valuto il lavoro che mi viene sottoposto: se è valido e adatto alla serie, non m'importa se l'autore è un completo sconosciuto piuttosto che un famoso professionista.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. capisco tutte le buone intenzioni che puoi avere, ma il lavoro va pagato,
    sempre.

    ;)

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  5. vai a lavorare pezzo di merda! ed aggiungo perche non cerchi dei neri che ti inculino gratis?

    menomale che il signore mi ha creato sano, e la mia famiglia mi ha cresciuto sobrio, altrimenti organizzavo una task force per venirti a violare l'ano, parassita.

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  6. questo è un lavoro mettitelo bene in testa. il lavoro si deve pagare.

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  7. Per Amerigo: giusto, in altri casi, quando c'erano di mezzo case editrici, ho sempre fatto pagare i disegnatori, a volte rinunciando parzialmente (in un caso anche interamente, potendo allora contare su una solidità economica che oggi mi sogno!) al mio compenso per far salire quello dei disegnatori.
    In questo caso, senza introiti sicuri, posso solo sperare di riuscire a pagare la gente. Se ci pensi, non è una situazione molto differente rispetto alle molte case editrici che pubblicano libri a fumetti compensando gli autori con eventuali royalties: anche quella è una speranza di compenso (quasi mai esaudita, date le vendite attuali), con la differenza che le case editrici il libro lo vendono (anche perché almeno la stampa devono pagarla) e incassano del denaro. Inoltre (per quel che può valere), nel caso di disegnatori alle prime armi, io mi incarico di seguire il lavoro e dare indicazioni, consigli, correzioni... Insomma, di mettere a disposizione una certa esperienza che -mi voglio illudere- abbia un suo minimo valore e soprattutto torni utile. Ma è un di più, lo riconosco.

    Per chiunque altro: io sono qui, disponibile a discutere, anche di rispondere a eventuali perplessità o critiche. Ma insulti e addirittura minacce non sono dialogo, fanno parte di una cultura che non mi appartiene.

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  8. non vedo piu il mio di messaggio però che era anche in parte a favore della cosa...stranezze del web

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  9. Per Davide: io non ho cancellato nulla. Al posto del messaggio c'è scritto che è stato cancellato dall'autore (cioè da te). Boh! Comunque ho visto il tuo stile, molto particolare, ma divertente, complimenti!

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  10. l'insulto è in primis l'annuncio tuo a mio avviso. le mie parole le trovo pari a cio che vedo scritto sopra, che ne pensi? o che ne pensano i professionisti del fumetto?

    lavorare gratis, ma piantatela.

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  11. mi si cancellano i post da soli , è successo di nuovo, mistero hahaha, in sunto dicevo, se il mio stile andasse bene infilerei volentieri una storiella breve fra i lavori pagati che hanno la precedenza, da ex lettore di jonathan da ragazzo, come omaggio a quelle storie.
    dicevo che secondo me la situazione in questo caso è leggermente differente alle solite dell'editore che non ti vuole pagare, e che comunque non mi permettterei mai di usare il tono di Antonio manco fossi Adam Huges

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  12. Io vorrei solo dire una cosa: Federico è stato il primo (e l'unico) che finora, dall'inizio, mi ha prospettato esattamente come stavano le cose, senza nessun giro di parole e nessun sottinteso, lasciando a me e solo a me, la decisione di lavorare o no per lui. Io ho deciso di farlo, perchè, dato che precedentemente ho lavorato con gente che oltre a non pagarmi un minimo, nemmeno aveva rispetto di quello che facevo, con Myriam e Agenzia Incantesimi ho trovato qualcuno che mi segue sul serio e mi aiuta a crescere, disponibile, gentile e anche (nel mio caso devo proprio dirlo :D) paziente. Tutte cose che fanno parte di questo lavoro e che è sempre più difficile trovare. Inoltre io ho appena iniziato e non sono certo Michelangelo :D Pochi in Italia con il mio piccolissimo curriculum mi avrebbero offerto l'opportunità di lavorare per una serie già conosciuta. Ovvio che se mi pagassero sarebbe pure meglio XD Però sinceramente trovo questo lavoro davvero come un'opportunità ^^ Ecco...spero di essermi spiegata che ultimamente faccio a cazzotti con l'italiano XD

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  13. Caro Antonio, sapessi quants volte mi è capitato di far dei lavoro gratis durante la mia carriera, ne resteresti stupito. Penso che sia capitato a tutti i disegnatori che iniziano a muoversi nella giungla dell'editoria. C'è chi si auto produce storie (le paga da se, senza sapere se poi riuscirà a venderle e a rientrare nelle spese), c'è invece chi disegna una storia a scopo promozionale, per farsi vedere e farsi conoscere. In questo caso Federico è stato chiarissimo fin dall'inizio, è una delle persone più oneste e pulite che io abbia incitato in 25 anni di carriera, per cui se uno partecipa lo fa a scopo promozionale, per avere un lavoro pubblicato con un autore importante, e sperare che il suo lavoro venga letto, che possa portargli altri lavori pagati, e magari (ultimo ma non ultimo) imparare qualcosa che fa sempre bene. Spero che tu capisca. Comunque quegli insulti, sono veramente fuori luogo.

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  14. Da semplice lettore, mi complimento per l'iniziativa. E' una proposta imprenditoriale chiara che include un'equilibrata suddivisione degli introiti, caso mai ci fossero. Le prestazioni contrattuali reciproche (disegno a fronte di sceneggiatura e coaching) sono equilibrate anche in assenza di ricavi monetizzabili, considerato che si tratta di un'"impresa" dall'esito incerto che consente comunque di sondare il mercato e creare una propria vetrina. Nella vita lavorativa - in qualunque settore - è considerata una grande fortuna incontrare un mentore di livello. Ancora, i miei complimenti.

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  15. lo so perfettamente che funziona così, non è una novità e non è la prima volta che sento certi discorsi.
    ma questo non vuol dire che sia giusto.
    quando si accettano lavori gratis e si cede al ricatto "ti faccio pubblicare e ti do visibilità" si fa del male al mondo del fumetto/illustrazione, il lavoro va sempre pagato, è una questione di dignità e di rispetto :)

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  16. Amerigo, io sono d'accordo con te e nella mia carriera ho sempre cercato di sostenere questo principio, ma l'equivoco sta proprio in un'idea sbagliata di questa iniziativa: non è un progetto editoriale, non sto ricattando né promettendo nulla (al limite posso offrire un po' di "know-how" da dare in cambio). Io voglio semplicemente fare una cosa, da cui non ricaverò un centesimo, e chiedo a qualcuno se ha voglia di darmi una mano. Comincio a pensare che sia sbagliato il titolo del post, che fa ironicamente il verso agli annunci economici, ma non è molto diverso dal caso in cui andassi da un amico a dirgli "oh, ti va di fare questa cosa insieme?". E lui può liberamente accettare oppure rifiutare.

    Se poi un domani questa iniziativa dovesse trasformarsi in un progetto editoriale concreto, allora tutti i soldi che dovessero arrivare saranno divisi fra disegnatori e coloristi, con assoluta precedenza a quanti hanno collaborato alle nuove storie. E -ribadisco- in questa seconda ipotesi non c'è differenza di condizioni con le case editrici che pubblicano libri "compensando" gli autori con promesse di royalties.

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  17. sai quanti piaceri vengono a chiesti a chi disegna :)
    se però il piacere diventa un impegno consistente, sia a livello di tempo che di qualità, allora non è più un semplice piacere.

    la mia è una critica che vuole far riflettere su quanto sia ormai scontato il reclutamento a gratiss di manodopera che ingenuamente accetta il compromesso.

    dovrebbero essere per primi i giovani disegnatori a non accettare certe condizioni, anche a costo di ritardare il loro "momento di gloria", così forse anche gli editori o chi richiede prestazioni gratuite troverebbe sempre meno gente disposta a regalargli il propio tempo e il proprio impegno(si vede che non devono pagare le bollette).

    non ho niente contro di te personalmente, non ti conosco e di natura tendo a credere alla buonafede delle persone, ma quando si parla di lavoro è bene mettere i puntini sugli "i", per dirla alla totò :)

    ti auguro buon Natale e ti faccio gli auguri per i tuoi progetti, con la speranza che siano sempre coerenti all'amore per il fumetto(che credo tu abbia) e per questo sempre rispettosi del valore del lavoro

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  18. Grazie, ricambio gli auguri.

    Quanto alla discussione, comprendo e condivido la tua posizione, ma secondo me è proprio sulla concezione dell'operazione che non troviamo il punto d'incontro. Si tratta di un'operazione priva di scopo commerciale (e, ribadisco, se mai un domani dovesse fruttare del denaro, esso verrebbe diviso fra disegnatori e coloristi) che sto portando avanti unicamente per passione e impiegando a mia volta tempo e fatica. Se qualcuno ha la voglia e il tempo di collaborare a questo progetto, che male c'è? Se poi un domani ne verrà fuori qualcosa di buono e di proficuo, sarà a vantaggio di tutti.

    Ora, lasciando da parte qualche professionista (che quindi guadagna tranquillamente dal lavoro che svolge per grosse case editrici) che si è fatto avanti spontaneamente per il puro piacere di collaborare al progetto, la maggior parte delle richieste di collaborazioni mi arrivano da disegnatori e coloristi alle prime armi. Ma non è "sfruttamento" nemmeno in questo caso, e non solo per il fatto (fondamentale) che non ci sono fini commerciali. Per farti comprendere meglio il mio punto di vista, ti spiego che cosa accadde la bellezza di ventuno anni fa.

    A quel tempo io lavoravo per Fumo di China, rivista di critica (esce tuttora) che pubblicava anche fumetti di esordienti. Il patto, con questi esordienti, era chiaro: la rivista non avrebbe pagato i loro lavori (storie brevi in formato francese, nulla di troppo impegnativo), ma in compenso Marcello Toninelli avrebbe seguito attentamente il lavoro dando indicazioni precise su testi e disegni, in modo da aiutare gli autori a realizzare fumetti professionali. Io ero fra quegli esordienti e praticamente quel che so sulla sceneggiatura, il mio modo di lavorare, è nato da quell'esperienza e dalle indicazioni di Antonio Serra. Ed è stata un'esperienza preziosissima che sono tuttora felice di aver fatto, pur senza vedere un soldo (ma anche senza pagarne ben di più per un corso che mi avrebbe aiutato in modo analogo). Da quell'esperienza, oltre a me, sono passati altri autori: Mario Alberti, Luca Enoch, Teresa Marzia, Vanna Vinci, Maurizio Rosenzweig, Stefano Casini e altri ancora.

    Sarà che io ho vissuto in prima persona quell'esperienza, ma tendo a conferire un valore a questa sorta di "scuola", che aiuta a incanalare meglio il proprio talento. Senza il lavoro realizzato per Fumo di China probabilmente saremmo ugualmente diventati tutti autori professionisti, ma forse ci avremmo impiegato più tempo. E se questa mia iniziativa fosse domani analogamente utile anche a una sola persona... Beh, non credo che potrei avere soddisfazione maggiore!

    Perciò non mi pento di aver voluto dare vita a questa iniziativa e non credo nemmeno di avere nulla da rimproverarmi. Comunque, che tu riesca a comprendere o meno la mia posizione, ti ringrazio per i toni civili con cui hai esposto la tua.

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  19. Appena ho letto questo annuncio, mi si sono illuminati gli occhi. Forse perché dal basso dei miei 18 anni, e con il sogno irrefrenabile di diventare fumettista, non ho quasi pensato alla paga. Io non dico che lavorare gratis sia giusto, ma per noi in erba, serve anche per fare gavetta, esperienza, avere qualcosa in curriculum. Non ho dubbi, un fummettista professionista ormai più o meno lanciato, non accetterebbe mai di lavorare gratis. Ma io, e tanti altri giovani con la voglia di fare, sì.

    A questo, si aggiunga che probabilmente noi abbiamo così tanta strada da fare, che pretendere di essere pagati sarebbe indicibile, soprattutto perché, per quanto riguarda me, non mi sentirei all'altezza di cominciare ora; troppo impreparata, troppo insicura... Anche se la voglia c'è, eccome... :)

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  20. Cara... Ehm, Male di miele... Ti ringrazio, ma ci tengo a puntualizzare una cosa. Tu dici che è importante fare gavetta e che non si può pretendere di essere pagati.
    Errore, non pensarlo nemmeno, che sia indicibile: non importa quanto tu sia inesperta, se qualcuno pubblica il tuo lavoro significa che lo ritiene all'altezza di essere presentato al pubblico. E poco importa se sia davvero così o se la persona in questione sia un incompetente incapace di valutare il materiale che gli viene sottosposto (la razza più pericolosa!), lui lo pubblicherà e ricaverà dei soldi dal tuo lavoro. Di conseguenza è tuo sacrosanto diritto ricevere un compenso o una percentuale, anche minima, di quegli introiti.
    Esiste un'eccezione: qualche anno fa, volendo pubblicare una mia opera, mi sono rivolto a un editore che ha accettato di accollarsi i costi di stampa. A quel punto può starci che, prima di spartirsi l'eventuale guadagno, gli introiti debbano coprire tali costi da lui sostenuti.
    Ma il lavoro va pagato, sempre e comunque, anche se è gavetta. Se le tue tavole non fossero ancora all'altezza di essere pagate, allora non andrebbero nemmeno pubblicate. Anche e soprattutto per il tuo bene.
    Mi raccomando, tienilo presente quando un domani dovessi decidere di proporti in giro.

    Il motivo per cui, nel caso di questo blog, non c'è paga è quello - e SOLO quello- che NON si tratta di un'operazione commerciale a fini di lucro.
    Ma quando ho fatto Jonathan Steele, sia in Bonelli che in Star Comics, ho preso nello staff più di un esordiente assoluto ed è sempre stato pagato regolarmente sin dalla prima tavola.

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  21. conosco fdc, ma non credo sia proprio la stessa cosa...ma non voglio riprendere la discussione, le posizioni sono chiare e cmq penso sia stato utile parlarne :D

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  22. Caro federico,
    tu stai chiedendo una prestazione e come tale va pagata. Sempre.
    Che tu non ci guadagni nulla è irrelevante.
    Se fai la spesa al supermercato anche se prometti che tutto quello cha hai messo nel carrello poi lo butti o lo regali il conto lo devi pagare lo stesso.
    E prova a pagare "in visibilità" un idraulico, un benzinaio o un dentista e poi facci sapere.
    Vuoi davvero dare una mano agli aspiranti fumettisti?
    Allora pubblica i lavori di esordienti pensati e realizzati da loro (e quindi di loro proprietà) e aiutali dando loro consigli e suggerimenti (che poi se ho capito bene è quello che ha fatto FdC con te).
    Con l'iniziativa di questo post, invece, l'unico che rischi di aiutare è solo te stesso.

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  23. Per RollingToons.
    Uhm... Però, se faccio la spesa o chiamo un idraulico o un elettricista, è per un servizio o una necessità, in ogni caso per un mio vantaggio personale, che in questo caso non c'è.

    Se io decidessi di mettere su uno spettacolo da rappresentare nelle strade e dicessi, rivolto alla categoria di attori e guitti, professionisti o esordienti che siano: "chi ha voglia e tempo di darmi una mano? Ci divertiamo e facciamo divertire la gente", diresti ugualmente che li starei sfruttando? Perché è la stessa identica cosa - e, spero apprezzerai, non sono stato così subdolo da dire "spettacolo natalizio per bambini" ;-)

    Ma dato che la mia posizione l'ho già espressa anche nei messaggi precedenti, voglio provare a proporti un altro paragone.

    Il tuo discorso si può estendere ai siti di fumetti (per intenderci, quelli come uBc, Comicus, lo Spazio Bianco, etc.)? Sono siti che richiedono ai loro collaboratori decine e decine di articoli, spesso commissionando precisi argomenti. E non sono a pagamento, come una rivista. Ricordo più di un bando di questi siti per la ricerca di collaboratori, ovviamente senza compenso.
    Ora, scrivere articoli e recensioni non è un lavoro? Non andrebbe pagato? Eppure nessuno si è mai scagliato contro di essi, nessuno, mi sembra, li ha mai accusati di sfruttare i loro collaboratori. E' come se scrivere su commissione potesse essere fatto anche solo per divertimento mentre disegnare no. Perché? E non credo che qualcuno possa venirmi a dire che scrivere è più impegnativo che disegnare, significherebbe sminuire l'arte della scrittura. Una tavola è più impegnativa di una recensione? Certo, ma se non contiamo il fattore tempo (io non do scadenze), nell'arco di un anno il collaboratore di un siti scrive decine di "pezzi", che come impegno, alla fine, superano anche le 10/16 tavole di una storia.
    E, bada, io non sto facendo un discorso tipo "io son cattivo, ma quelli lo sono di più". Dico solo che sto applicando un principio che tutti già accettano e considerano assolutamente legittimo, ma non se ne rendono conto semplicemente perché è applicato a una categoria diversa di lavoro.

    D'altronde, chi accetta di disegnare una storia di Agenzia Incantesimi lo fa perché si diverte e ha voglia di farlo. Anche per mettersi alla prova, magari, perché no?
    Non si tratta di loro progetti? Non fa una gran differenza: molti disegnatori non hanno progetti propri, o stanno portando avanti i propri sui loro siti e hanno voglia di provare a disegnare qualcosa di diverso. Anche su FdC è capitato che qualche disegnatore chiedesse una sceneggiatura altrui.

    Insomma, io la penso così. Quindi ti ringrazio per la tua opinione e per la civiltà della discussione, ma non credo di star facendo qualcosa di sbagliato.

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  24. Federico, mi spiace ma non mi hai convinto per nulla. Lavorare (e non uso il termine lavorare a caso) a un progetto di tua proprietà invece che a uno proprio fa una GRANDE, ENORME differenza. Gli autori degli articoli dei siti che citi possono fare delle loro recensioni quello che vogliono... ripubblicarle in altri siti, su riviste, eccetera.
    E se su quei siti appare pubblicità e non riconoscono nessun compenso ai loro collaboratori (anche modestissimo) allora commettono un'ingiustizia. E due ingiustizie mica si annullano a vicenda, al massimo si sommano. E sommate a tutte le altre migliaia di ingiustizie fanno questo fantastico Paese, dove campare facendo fumetti, illustrazione o animazione è quasi impossibile.

    Buon Natale a tutti!

    P.S.: la teoria secondo la quale si pagano solo servizi da cui si trae benifici è davvero surreale! Mai pensato di darti alla politica? ;-)

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  25. Non sono molto sicuro che chi pubblica articoli e recensioni su di un sito possa poi pubblicarli altrove... E, comunque, anche nel mio caso i disegnatori e coloristi sono proprietari del loro lavoro, se vogliono postarlo sui loro siti sono liberissimi di farlo.

    Mi dispiace, ma nemmeno tu hai convinto me (l'importante è che non ci si spari per divergenze di opinione!).

    Buon Natale anche a te!

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  26. Che diamine, è sparito il mio commento di poco fa!!!

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  27. Io qui non l'ho nemmeno visto: a me è arrivato via mail e l'ho letto lì.

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  28. Quello che segue, recuperato dalla mia posta, è il messaggio di gas75. Lo reinserisco io visto che è misteriosamente scomparso. Ci tengo a specificare che lo avrei fatto anche se si fosse trattato di un messaggio di critiche.


    "Mi intrometto nella discussione tra Federico e RollingStones.

    E' giusto che la prestazione *professionale* venga pagata: chiamo l'idraulico e lo pago, vado a mangiare una pizza e pago il conto al cameriere... Ma la prestazione deve apportarmi un valore aggiunto: l'idraulico me lo scelgo per fiducia, sapendo che lavora bene e fa un prezzo ragionevole, la pizzeria la scelgo per mio gusto gastronomico... Mica metto un volantino fuori casa che cerco un idraulico "in prova" o entro in una pizzeria diversa ogni sera a fare un assaggio "di prova" per poi diventare cliente fisso della migliore. Se l'idraulico mi delude, lo pago sì, ma non mi vede più, idem la pizzeria che mi serve male. Ma in entrambi i casi... mi è stato fornito un servizio dove io ci ho messo solamente il mio tubo rotto e il mio appetito.

    Qui Federico ha un progetto, forse azzardato, sicuramente insolito, e mette a disposizione la propria professionalità *regalandola* a disegnatori vogliosi quanto meno di fare curriculum. Lui offre, a un disegnatore emergente o acerbo, così come a un professionista, la possibilità di averlo accanto nel processo di realizzazione di una storia, e non di una storia qualsiasi, ma di una "saga" già avviata, con un suo potenziale bacino di lettori interessati al genere, per non parlare dei lettori rimasti per strada con la (ri)chiusura di Jonathan Steele.

    Sacrosanto che un lavoro debba essere pagato, ma allora i disegnatori dovrebbero pagare le consulenze dello sceneggiatore che, per scrivere sceneggiature per loro e seguirli nello sviluppo delle tavole, svolge un lavoro pure lui! E anzi intende investire anche su perfetti sconosciuti, situazione rarissima al giorno d'oggi, che se presenti un curriculum invece di leggerlo o informarsi su di te, ti chiedono "Chi ti manda?"

    Ovvio che se a un disegnatore non va bene questo scambio di professionalità per crescere assieme e investire reciprocamente, può benissimo continuare a mandare tavole di prova alle varie case editrici, o ancor meglio a lavorare per un editore che già lo paga. "

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  29. Per Davide De Rose Veltri: ho provato a ripristinare i tuoi messaggi (ho trovato l'opzione nella mail con cui mi comunicano l'arrivo di un nuovo messaggio qui), vediamo se funziona (al momento no, ma forse ha bisogno di un po' di tempo per aggiornarsi). Non so come mai ogni tanto cancella qualche messaggio. Ma è normale che accada, che voi sappiate?

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  30. Grazie per il ripristino del mio messaggio.
    Su altri blogspot i messaggi li pubblico tranquillamente. Forse la pagina sul contenuto per adulti (??) indirizza male?
    Prova a cercare nella guida, anche se il link dirotta su Google...

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  31. Gas75: complimenti, sono sbalordito, sei il principe dei sofismi!
    La realtà è molto più semplice: nessuno propone lavoro “aggratis” agli idraulici perché non esistono aspiranti idraulici pronti a tutto e perché fare il fumettista non è considerato un lavoro “vero”, neppure, e questo è terrificante, dagli stessi fumettisti.
    Federico con questa iniziativa promuoverà i personaggi di sua proprietà e quindi sta chiedendo un servizio ai coloristi e disegnatori, servizio che deve essere pagato, magari poco, ma pagato.
    Ma forse con altri abili ragionamenti capziosi da azzeccagarbugli saprai dimostrarmi che la promozione non va pagata e che i pubblicitari non sono veri lavoratori.
    Auguri di felice anno nuovo ricco di lavoro RETRIBUITO a tutti!

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  32. Mi intrometto solo per una mia breve opinione.
    All'inizio sono rimasto turbato all'idea di lavorare "gratis": sono sempre dell'idea che un lavoro, qualsiasi esso sia, vada in qualche modo retribuito. Questo atteggiamento di chiedere prestazioni gratuite purtroppo è diffuso anche in altri ambiti (ad esempio quello musicale) e dal canto mio, ho sempre cercato di combatterlo.
    Detto questo, credo che alla fine sia l'artista a scegliere cosa è meglio per lui. Federico ha fatto una richiesta, e sono certo che hanno risposto in molti a questa chiamata.
    Non vi siete chiesti il perchè?
    Forse perchè per un'esordiente è molto più facile cimentarsi senza troppe pressioni e sviluppare uno stile, in un progetto del genere, piuttosto che girare le fiere col book sotto braccio, facendo decine di colloqui ogni volta e trovandosi quasi sempre porte chiuse.
    Forse perchè, ora come ora, in Italia non è un bel momento. E non parlo della famigerata CRISI, ma di un atteggiamento ormai consueto di editor e simili che non vuole/non si può permettere di rischiare un autore esordiente.

    Mi pare esagerata la reazione di qualcuno, che grida allo scandalo e minaccia ritorsioni nascondendosi dietro il paravento della "morale".
    "Non si può chiedere a qualcuno di lavorare gratis!" Perchè? Dalle mie parti, domandare è lecito, rispondere è cortesia. E cortesemente, se non si è d'accordo, si risponde di no. O non si risponde, se non interessa. Non fate/facciamo finta di difendere i diritti dei disegnatori/coloristi/scrittori ecc.
    Non è questo il caso. Assolutamente.
    Nessuno ti punta la pistola alla testa e ti intima di lavorare gratis, e nessuno tantomeno di promette soldi e poi sparisce. CI sarebbe da incazzarsi, lì. Ma in questo caso, ognuno di noi è libero di scegliere. Non ci vedo niente di scandaloso, in tutto ciò. "Fa scandalo" solo perchè chi lo fa si chiama Federico Memola e non Tizio Caio. Ci sono decine e decine di forum, dove sceneggiatori alle prime armi (ma non solo) cercano disegnatori per i loro progetti. E specificano chiaramente che non possono pagare. Dove sta la differenza?

    Buon Natale con camomilla a tutti.

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  33. Caro tommycwol,
    che bisogno c'è di puntare la pistola per trovare persone disposte ad accettare stage non retribuiti, lavori precari e sottopagati, disposte a rinunciare ai propri diritti o ad accollarsi i rischi che erano propri delle imprese?
    Nessuno, basta non lasciargli alternative.
    Che bisogno c'è di puntare la pistola per trovare persone che ritengono chi si indigna di fronte all'ennesima ingiustizia siano dei finti (?!), dei rompiscatole o degli esagitati, o che pensano che chi si affaccia nel mondo del lavoro non può pretendere nemmeno i più elementari diritti?
    Nessuno, basta fargli credere che il mondo funziona bene così e dargli in pasto un nuovo modello di telefonino.
    No, nessuno ci sta puntando la pistola per farci accettare 'sta schifezza che è diventato il “mondo del lavoro”... ma presto o tardi qualcuno lo farà.
    E la claque (non retribuita) che li applaudirà sta già scaldando i muscoli.

    Auguri a tutti.

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  34. Non capisco perché il mestiere di fumettista non debba essere considerato un vero lavoro.
    Il lavoro è la prestazione di un servizio, quindi disegni per uno sceneggiatore, e gli fornisci un servizio.
    Sul pagamento, ripeto, affinché avvenga occorre apportare un valore aggiunto a chi ti offre il lavoro, sennò vivitelo serenamente come un tirocinio a fini curriculari.

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  35. A mio parere è l'artista che deve decidere. Ce ne possono essere mille di offerte di lavoro gratis, tutto sta nello scegliere se accettare o meno. Non mi pare che qui vi siano delle costrizioni, non ce ne sono mai in nessun caso. Se l'artista decide di voler partecipare sapendo fin dall'inizio che il lavoro non verrà pagato, allora è una sua scelta. Un suo errore? Forse. Io personalmente alle volte mi presto a questo genere di lavori, se vedo che dietro c'è una causa che appoggio. Lo considero un favore, un aiuto che faccio a qualcuno che stimo. Ovviamente sono casi rarissimi e soprattutto li accetto solo se ho tempo in avanzo dal lavoro.
    Se artisti esordienti accettano solo lavori gratis, amen...scelta loro. Significa che non credono nel valore di ciò che producono, significa che non reputano giusto far pagare per ciò che fanno. Personalmente non difendo chi si fa sfruttare e ha possibilità alternative.
    Detto questo, gli insulti che ho letto sopra, e che sinceramente trovo ridicoli, dovrebbero essere indirizzati a chi dice che pagherà e poi non paga o a chi paga dopo 1 anno mentre pretende che il lavoro venga consegnato in 1 giorno. Quelli sono da insultare...ma tanto anche. (e sono mooolti di più...anche)

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